Donation – based e fiscalità: la donazione è tassabile ?

Il crowdfunding, di per sè, resta per molti ancora una scatola d’aprire e un mondo da scoprire. Spesso la parola stessa viene confusa con “donazione”,  o più volgarmente “colletta”, che se da un lato ben esprime il substrato del fenomeno, da altri punti di vista lo riduce enormemente, rischiando di trattarlo in maniera superficiale senza considerare invece le molteplici implicazioni che su di esso si abbattono, positive o negative che siano.

Sicuramente l’aspetto fiscale non è da sottovalutare, anche se mi preme sottolineare come ancora ad oggi sia in Italia che in Europa manca una reale disciplina fiscale sul crowdfunding, per cui la materia si rifà, per forza di cose, alla dottrina generale.

Nel caso del “donation based”, parliamo della donazione intesa nel senso più generale di atto di liberalità, in riferimento ad obiettivi di natura sociale.

Si tratta quindi della raccolta fondi, spesso attivata da Associazioni, circoli o enti, che ha lo scopo di realizzare un obiettivo di utilità sociale, condiviso con le persone che sposando la causa e condividendone i contenuti e le intenzioni, donano denaro, liberamente. Quindi, nessuna tassazione.

Ma cosa succede, invece, se alla donazione corrisponde una ricompensa ?

Si rientra nella fattispecie della “donazione modale”, espressamente prevista dal nostro codice civile (art. 793), e solo ne caso in cui, rispetto all’obiettivo, la ricompensa sia in un certo modo marginale. Infatti, tra le ricompense più alla moda che i progettisti offrono ai donatori, abbiamo i gadget legati ovviamente al progetto che si intende finanziare. Anche qui nessuna tassazione.

Quindi è necessario fare riferimento non tanto all’entità dell’onere quanto piuttosto all’intenzione delle parti: è questo è un punto cruciale del tema della fiscalità. Perchè se certo e provato che la ricompensa sia maggiore al valore del progetto è probabile che si tratti di un diverso negozio giuridico, diverso dalla donazione, e quindi passibile di tassazione.

E’ importante quindi che il titolare/promotore di un progetto di crowdfunding valuti insieme ad un esperto in materia la rilevanza fiscale dell’operazione; e qualora rientrasse nei casi di tassazione, porre in essere tutti gli adempimenti fiscali e contabili richiesti dalla legge.

Credo che sia arrivato il momento che l’Italia (ma anche l’Europa) si dotasse di un corpo di leggi e norme fiscali in materia di crowdfunding e sue sfaccettature. Negli Stati Uniti, ad esempio, le piattaforme on-line di raccolta fondi hanno una sezione dedicata di alerts con le quali, a seconda del tipo di campagna/raccolta/progetto si voglia realizzare, informano i progettisti sugli eventuali obblighi fiscali da assolvere.

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