Tu quello che….distrugge la tua campagna di crowdfunding (in 15 punti)

Dopo quasi due anni al timone della squadra crowdfunding italiana di Kapipal ho raccolto con orgoglio importantissimi risultati.
Ma per quanto possano i numeri parlare, non si potrà mai pesare la rilevanza di soft activites che hanno permesso a Kapipal di ben posizionarsi nell’ambito del reward based & donation based: la più importante è stata certamente quella volta allo sforzo profuso nel diffondere la cultura del crowdfunding, senza la quale nessun progetto può davvero avere successo.
Di per sé, il crowdfunding è una scommessa, magari un gioco o forse il contrario: di sicuro l’iniziativa è guidata da una propria ambizione e da un emozione che deve essere ben raccontata.
Nessuna idea si vende se non sai comunicarla.
E nel crowdfunding la comunicazione è strategicamente fondamentale. Che va di pari passo con la pianificazione.

Ciò che ho avuto la possibilità di gestire è stata una quantità enorme di informazioni, di idee, di progetti e di curiosità che mi hanno aperto la mente; i progettisti mi hanno letteralmente fatto innamorare del loro entusiasmo, contagiandomi, influenzandomi, contaminandomi. Mi sono dunque arricchito tanto.
Ma ho anche assistito ad altro: a quel melanconico abbandono dell’entusiasmo quando la campagna “non ingrana”. O avere una bella idea raccontata male. O una campagna senza immagini, un video, un pitch. Insomma una campagna anonima.
Ho qui un elenco di tutte quelle cose che affossano una campagna di crowdfunding che condivido con voi:

1) Nessuna immagine utilizzata;
2) nessun video utilizzato;
3) nessun pitch;
4) nessuna storia da raccontare, se non poche righe;
5) nessun canale social da utilizzare;
6) nessuna tenacia nel difondere la storia;
7) insufficiente pianificazione dei rewards;
8) insufficiente budget pubblicitario;
9) mancanza di inventiva;
10) il confidare nella elemosina;
11) essere convinti che l’idea sia talmente forte da esser inutile raccontarla a tanti;
12) credere che è la piattaforma in sé che attira gli investors;
13) che la crowd sia lì di passaggio sul tuo progetto senza fare nulla per portarcela tu;
14) che non hai bisogno degli amici e della tua community più stretta;
15) l’abbandono della campagna e della sua diffusione alla prima settimana di magra raccolta.

Adesso agli stessi 15 punti togli la”negazione” e aggiungila dove non c’è: i fattori di distruzione diventano i tuoi fattori di successo !

youcrowd staff

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